Packaging sostenibile: cos’è e perché dovresti sceglierlo

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Packaging sostenibile: cos’è e perché dovresti sceglierlo

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Il packaging sostenibile è una scelta sempre più adottata dalle aziende. Ecco perché è importante e come scegliere degli imballaggi eco-friendly

Sono sempre di più le aziende che per i propri prodotti optano per un packaging sostenibile, anche dopo la spinta dell’Unione Europea che per contrastare l’inquinamento e il surriscaldamento globale sta sviluppando una strategia orientata all’economia circolare e punta a raggiungere il 100% di packaging sostenibili entro il 2030.

D’altronde, i dati parlano chiaro: in Europa vengono prodotti oltre 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica e di questi, solo meno del 30% vengono riciclate. La maggior parte di questi rifiuti si trasforma in micro-plastiche che finiscono nelle discariche e nell’ambiente, in primis in spiagge e oceani, con effetti devastanti sia nel nostro ambiente, sia per la nostra salute.

Per questo motivo, è bene che tutte le aziende inizino a pensare di integrare e gradualmente sostituire tutti gli imballaggi “standard” con imballaggi ecosostenibili, così da continuare a garantire il migliore servizio per i proprio clienti e ridurre al contempo l’impatto ambientale.

In questo articolo andremo  più a fondo di questo argomento e scopriremo insieme cosa si intende esattamente con packaging sostenibile, come deve essere, quali sono i materiali più utilizzati e vedremo insieme anche alcuni esempi di aziende che hanno adottato degli imballaggi eco-friendly per i propri prodotti.

Cos’è il packaging sostenibile

Per packaging sostenibile intendiamo un packaging funzionale ed efficace, capace sì di svolgere il proprio lavoro, ma anche di non danneggiare l’ambiente e ridurre l’impatto ambientale.

Un packaging, infatti, non deve essere un semplice involucro, un mero contenitore di un prodotto.

Deve infatti saperlo proteggere ed esaltarlo, informare i consumatori, raccontare la storia del brand, conquistare chi lo guarda e attrarre l’acquirente. Ma un packaging è anche la parte “meno duratura” di tutto il prodotto poiché, una volta acquistato, la confezione viene spesso gettata.

E questo porta ad aumentare l’inquinamento, specie se i materiali di cui è composto l’imballaggio non sono facilmente differenziabili per lo smaltimento. È quindi fondamentale progettare il packaging in modo che dopo che ha svolto il proprio lavoro possa trasformarsi da un rifiuto a una vera e propria risorsa.

Questo è fondamentale non solo per salvaguardare la nostra salute e l’ambiente che ci circonda ma anche per sviluppare un legame ancora più profondo con la nostra audience, migliorando la nostra brand reputation e facendoci portavoce di un cambiamento che tutti noi dovremmo mettere in atto.

Ma come si fa quindi a rendere un packaging efficace ma al contempo sostenibile?

Andiamo avanti.

Come deve essere un packaging sostenibile

Grazie alle neuroscienze e ai sofisticati strumenti che utilizza, come ad esempio l’eye tracking o i test IAT, oggi siamo capaci di realizzare un packaging altamente efficace, capace di svolgere tutte le funzioni per cui è stato progettato.

Qual è quindi la differenza tra un packaging standard e un packaging sostenibile?

Un packaging sostenibile ha tutte le caratteristiche di un packaging standard e svolge le sue stesse funzioni, con una particolarità: viene progettato e creato per essere una risorsa riutilizzabile o pensato per uno smaltimento semplice ed ecosostenibile.

Un packaging sostenibile deve quindi:

  • essere composto da materiali organici, compostabili o riciclabili (vedremo tutto più nel dettaglio tra un attimo)
  • deve essere limitato nel peso e nella grandezza, come ad esempio avviene con l’utilizzo di cartone ondulato
  • deve essere semplice da smaltire
  • deve ridurre al minimo le emissioni di CO2 nell’ambiente.

Quali sono i materiali più utilizzati per un packaging sostenibile

Uno dei materiali da sempre più utilizzati quando parliamo di imballaggi è la plastica. Ma tutti noi sappiamo bene quanto plastica ed ecosostenibilità siano distanti tra loro.

Per fortuna esistono tantissime alternative che renderanno il tuo packaging non solo eco-friendly ma anche funzionale, esteticamente ineccepibile e capace di portare a termine tutti i compiti per cui è stato progettato.

Ed ecco quindi tutti i materiali più utilizzati per raggiungere questo duplice scopo:

I migliori trend del packaging sostenibile

Attraverso questi e altri materiali che abbiamo appena visto è possibile creare un numero immenso di packaging sostenibili che possono quindi essere riutilizzati – anche in altre forme e con altri scopi –, consumati oppure smaltiti in modo eco-friendly.

Tra i migliori trend recenti, ecco alcune idee da cui prendere spunto per creare un packaging sostenibile anche per i tuoi prodotti.

Packaging idrosolubile

Un’idea incredibile per un packaging sostenibile è senza dubbio quella della confezione idrosolubile.

È ad esempio l’idea che sta dietro a prodotti come Dissolve, un imballaggio per spazzolino da denti creato dal designer canadese Simon Laliberté che viene creato a base di soia e – come suggerisce il nome – si dissolve in acqua in appena 10 secondi, senza lasciare tracce.

O ancora The disappearing package, un progetto che ha come obiettivo quello di creare packaging idrosolubili come la famosa scatola della saponetta che si dissolve completamente in acqua, magari mentre fai una doccia.

Packaging riutilizzabile con altre funzioni

Un altro modo per creare degli imballaggi eco-friendly è quello di progettarli per avere una seconda vita, come ad esempio quelli utilizzati da alcuni brand di abbigliamento, dove il sacchetto o la confezione che contiene il prodotto può essere trasformata in una stampella per appenderli.

Packaging edibili

Anche i packaging edibili stanno prendendo sempre più piede.

Alcuni esempi celebri? Al primo posto, senza dubbio l’acqua senza bottiglia di plastica, un progetto nato da una startup londinese che, per contrastare l’utilizzo di plastica, confeziona l’acqua in sacchetti sferici ricavati dalle alghe che sono completamente commestibili e biodegradabili.

Ma molte aziende del settore food stanno adottando questi tipi di packaging edibile utilizzando involucri, piatti, lunch-box e cannucce a base di prodotti vegetali, come appunto le alghe, che possono essere smaltiti oppure mangiati.

Packaging organici e compostabili

Infine ci sono i classici packaging organici e compostabili, alcuni anche particolarmente creativi, come ad esempio le confezioni che si possono utilizzare sia per cibi che per prodotti e che invece di essere gettati, possono essere piantati.

Un esempio è Biodegrapack, una confezione per uova realizzato con polpa di carta, farina, amido e semi di leguminose che possiamo “buttare” in un vaso con della terra e vedere nascere una piantina.

Esempi di packaging sostenibile

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, sono già tantissime le aziende che hanno iniziato a introdurre imballaggi ecosostenibili per i propri prodotti.

Ecco alcune idee grandiose che possono essere di grande ispirazione.

Ikea

Ikea ha deciso di sostituire i propri imballaggi con dei packaging sostenibili e biodegradabili chiamati Mushroom Packaging, che vengono creati prevalentemente con fibre naturali, in particolare provenienti da funghi.

Amazon

Da diversi anni Amazon sta lavorando a rendere tutti i suoi imballaggi ecosostenibili e qualche anno fa ha anche lanciato il Frustration Free Packaging (FFP) attraverso il quale Amazon sostiene di aver

“ridotto il peso degli imballaggi in uscita del 36% e dal 2015 abbiamo eliminato oltre un milione di tonnellate di materiale da imballaggio, l’equivalente di due miliardi di scatole per le spedizioni”

L’azienda ha spiegato di cosa si tratta il Frustration Free Packaging (FFP) attraverso questo video:

https://youtu.be/bgw3EmszzLY

San Carlo

Anche l’italiana San Carlo, azienda produttrice di patatine e snack, per alcuni prodotti ha recentemente introdotto dei packaging alimentari sostenibili realizzati con carta riciclabile.

Melinda

L’azienda Melinda sembra essere molto attenta alla sostenibilità. Ha infatti pubblicato un vero e proprio manifesto alla sostenibilità in cui elenca tutti i principi cardine su cui si basa l’azienda.

Tra questi, un ampio paragrafo è dedicato proprio agli imballaggi 100% compostabili per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Sul sito di Melinda, infatti, possiamo leggere che

Tutto l’imballo si può riciclare con la raccolta della frazione organica dei rifiuti e trasformare in compost, ossia concime per il terreno, dopo il trattamento in appositi impianti.

Quindi tutto l’imballaggio di Melinda (vassoio, bollini, etichetta e pellicola) sono 100% biodegradabili.

Conclusioni

Quando si progetta e si realizza un imballaggio per un nostro prodotto, è importantissimo non lasciare le cose al caso per non rischiare di commettere gli errori più comuni nella realizzazione di un packaging efficace.

Un packaging, infatti, deve riuscire a coinvolgere, attrarre, informare ma anche proteggere al meglio il nostro prodotto, tutto in un’ottica di economia circolare e sostenibilità.

È quindi fondamentale affidarsi a dei professionisti esperti proprio di packaging che ti aiuteranno a sviluppare il miglior imballo per il tuo prodotto, capace di raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato e rispettando al contempo l’ambiente.

E noi di La Moka saremo i tuoi migliori partner. Prenota una consulenza gratuita e raccontaci la tua idea e i tuoi obiettivi: sapremo sviluppare per te il miglior progetto e ti accompagneremo nella realizzazione di un packaging memorabile, persuasivo e capace di attrarre i tuoi consumatori.

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Rocco Sparapano

Rocco Sparapano

Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

Rocco Sparapano

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Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

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