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Neurogadget: come usarli in una strategia di neuromarketing

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Neurogadget: come usarli in una strategia di neuromarketing

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I neurogadget sono più di semplice merchandising: sono un potente strumento di neuromarketing capace di fidelizzare i nostri clienti. Ecco i dettagli

Molto probabilmente avrai già sentito parlare di gadget aziendali. Si tratta infatti di uno strumento di marketing molto diffuso, che viene utilizzato molto spesso per trasmettere la propria brand identity e incrementare la visibilità di un’azienda.

Ma esiste uno strumento ancora più potente dei gadget: parliamo dei neurogadget, degli oggetti pubblicitari che non sono solo semplice merchandising, bensì un potente strumento di neuromarketing capace di fidelizzare profondamente i nostri clienti.

I gadget possono infatti trasformarsi in fedeli alleati nella tua strategia di marketing. Ma affinché siano davvero efficaci è necessario che non siano semplici oggettini creati senza una logica, solo con lo scopo di avere un gadget da donare.

Pensa infatti a quando ricevi un regalo. Preferisci ricevere un regalo fatto tanto per fare o un regalo che ami e che apprezzi veramente? E quale dei due regali rimarrà più a lungo impresso nella tua mente?

Per riuscire a combinare il giusto gadget con il giusto cliente entra in gioco proprio il neuromarketing che, attraverso l’utilizzo di metodi scientifici e di sofisticate apparecchiature tecnologiche, riesce a trasformare un semplice oggetto in un neurogadget promozionale estremamente efficace.

Vediamo allora più nel dettaglio cosa intendiamo esattamente con neurogadget, in cosa si distingue dai tradizionali gadget aziendali e in che modo possiamo implementarli nella nostra strategia di marketing.

Iniziamo!

Cosa sono i neurogadget

I neurogadget sono la nuova frontiera dei gadget aziendali.

Si tratta di oggetti personalizzati e materiali pubblicitari, in linea con il proprio brand, creati in una più ampia strategia di Promozione Tramite Oggetto (chiamata anche Promotion Through Object o PTO).

La particolarità di questi gadget non sta solo nella brandizzazione dei gadget, come avviene nei classici gadget, bensì nella progettazione e nella realizzazione di questi oggetti che utilizzano le più moderne tecniche di neurobranding e neuromarketing.

A cosa servono i neurogadget?

Attraverso i neurogadget, quindi, non si va a realizzare degli oggetti fini a sé stessi, magari con solo stampato il nome e logo aziendale.

Andiamo a creare degli oggetti studiati e creati su misura per il pubblico di riferimento, attraverso studi scientifici di marketing, che hanno come scopo quello di rendere il brand memorabile proprio attraverso il gadget, capace di trasmettere la visione e i valori dell’azienda e strettamente orientato a far vivere all’utente un’emozione e un’esperienza positiva.

Che differenza c’è tra gadget aziendale e neurogadget?

La grande differenza tra un gadget aziendale e un neurogadget sta proprio nello scopo finale.

Mentre un gadget è un oggetto fine a sé stesso che probabilmente verrà messo in un cassetto e dimenticato, il neurogadget è invece studiato e realizzato per entrare in sintonia con il pubblico, diventando portavoce del brand e del messaggio che l’azienda vuole trasmettere.

Il gadget marketing è ancora efficace?

Adesso la domanda sorge spontanea: il gadget marketing è ancora efficace? Oppure è una tecnica di marketing ormai obsoleta e in disuso?

Le statistiche parlano chiaro. Secondo uno studio condotto dalla PPAI (Promotional Products Association International), l’80% dei consumatori ama ricevere un articolo promozionale e il 70% degli intervistati ha affermato che vorrebbe addirittura riceverne più spesso.

I gadget promozionali sono infatti oggetti molto amati dal pubblico per diversi motivi. Primo tra tutti, vengono considerato un vero e proprio omaggio e questo rende più forte e più speciale il legame tra azienda e cliente.

E i benefici di avere dei gadget aziendali sono molteplici:

  • il pubblico riuscirà a ricordare in modo più tangibile il brand e i suoi prodotti o servizi
  • a differenza di altre tipologie pubblicitarie, un gadget è visibile e può tornare alla vista in più occasioni
  • aiuta a distinguersi maggiormente dai propri competitor
  • aumenta l’autorevolezza del brand
  • ha spesso una diffusione anche tra gli amici e i parenti di chi ha ricevuto il gadget, ampliando così il potenziale pubblico a costo zero
  • segue spesso il principio della reciprocità di Cialdini.

Nel suo celebre libro “Le armi della persuasione” di Robert Cialdini, infatti, l’autore afferma che uno dei principi della persuasione è appunto il principio della reciprocità che afferma che

siamo più propensi a dire di sì a coloro dai quali abbiamo già ricevuto qualcosa.

Questo significa che quando qualcuno ci fa un regalo o compie un’azione gentile nei nostri confronti, allora è più probabile che in chi riceve l’omaggio si attivi una sorta di senso d’obbligo che ci spinge a ricambiare la cortesia.

Ed è per questo che chi adotta una strategia di gadget marketing ottiene solitamente maggiori conversioni e clienti più fidelizzati.

Riflessioni finali

Eccoci giunti al temine di questo emozionante viaggio alla scoperta dei neurogadget. Tu li hai già creati per la tua azienda? Se la risposta è no, devi assolutamente rimediare al più presto.

E se vuoi un aiuto per la progettazione e la realizzazione dei tuoi gadget, contattaci: sapremo rispondere al meglio alle tue domande e ti indicheremo come creare il miglior articolo promozionale per la tua azienda

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Rocco Sparapano

Rocco Sparapano

Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

Rocco Sparapano

Rocco Sparapano

Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

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