Direct Mail: meglio fisico o digitale? Ecco cosa ci rivela la scienza

principio di reciprocità

Direct Mail: meglio fisico o digitale? Ecco cosa ci rivela la scienza

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Sei indeciso se utilizzare il direct mail fisico oppure digitale? Ecco i pro e i contro di queste due tipologie di marketing e come scegliere la migliore per il tuo business

In questa era digitale in cui stiamo vivendo, siamo costantemente bombardati da email, notifiche e messaggi. Ma quando si tratta di direct mail, è meglio optare per il fisico o il digitale?

Recentemente, uno studio neuroscientifico ha gettato nuova luce su questa domanda, offrendo spunti sorprendenti che potrebbero influenzare la tua prossima campagna di marketing.

In questo articolo esploreremo infatti i risultati di una ricerca condotta da CTT – Poste del Portogallo, che ha utilizzato strumenti come la GSR e l’eye-tracking per comprendere meglio come il cervello umano reagisce al direct mail fisico rispetto a quello digitale e scopriremo insieme come questi risultati possano aiutarti a fare scelte più efficaci per il tuo business.

Sei curioso di sapere se il direct mail fisico ha davvero un impatto maggiore sulle emozioni e sulla memoria rispetto alla sua controparte digitale?

Continua a leggere e scopri cosa ci rivela la scienza!

Che differenza c’è tra direct mail fisico e digitale?

Per prima cosa: cosa s’intende con direct mail fisico? E cosa con direct mail digitale?

Quando parliamo di “direct mail fisico“, ci riferiamo a materiali tangibili come volantini, brochure, o cartoline che vengono inviati fisicamente, elementi che possono essere toccati, sentiti e conservati fisicamente.

Al contrario, con “direct mail digitale” ci si riferisce invece a email, newsletter o annunci online che raggiungono il destinatario tramite mezzi digitali, ad esempio l’advertising o la posta elettronica.

La differenza fondamentale tra queste due forme di comunicazione non è quindi solo nel mezzo di consegna ma anche nell’esperienza sensoriale che offrono.

Il direct mail fisico offre infatti una dimensione tangibile, che può evocare una risposta emotiva più forte e un ricordo più duraturo e potrebbe quindi essere la scelta migliore per creare un impatto emotivo più profondo nei suoi destinatari.

Ma anche il direct mail digitale ha dei vantaggi perché è più immediato, più economico e più facile da personalizzare e rappresenta quindi la scelta ideale per comunicazioni rapide e mirate. Ma spesso tende a perdersi nel mare di informazioni digitali a cui siamo esposti quotidianamente.

Alla fine, pensaci bene: è più comune eliminare un’email senza nemmeno leggerla che buttare una lettera senza averla aperta, non trovi?

Entrambe le soluzioni hanno quindi dei pro e dei contro. E capire queste differenze è anche cruciale per scegliere il metodo più efficace per la tua strategia di marketing.

In che modo il Direct Mail fisico e digitale viene interpretato dal cervello?

Alcuni studi neuroscientifici, come appunto quello condotto da CTT – Poste del Portogallo, ci mostrano che il cervello reagisce in maniera diversa ai due formati, fisico e digitale. E la chiave per comprendere in che modo questo avvenga, possiamo trovarla nelle neuroscienze.

Ma di cosa si tratta?

La neuroscienza è il campo di studio che esplora come il cervello e il sistema nervoso funzionano in risposta a determinati stimoli.

Per farlo, vengono utilizzate varie tecniche e vari strumenti che analizzano l’attività cerebrale, permettendoci di vedere quali aree del cervello sono coinvolte in una determinata situazione e di conseguenza comprendere meglio il comportamento umano e quali sono i motivi fisici e psicologici che inducono ad eseguire una certa azione.

Nel contesto dello studio di CTT – Poste del Portogallo, la neuroscienza ha giocato un ruolo chiave poiché ha potuto analizzare a livello scientifico in che modo il cervello di un destinatario reagisce al direct mail fisico rispetto a quello digitale e in che modo vengono influenzate la reazione emotiva e la memorizzazione delle informazioni

E in che modo? Attraverso appunto l’utilizzo di strumenti come l’EEG (elettroencefalografia) per monitorare l’attività elettrica del cervello, l’eye-tracking per studiare il movimento degli occhi, la GSR (risposta galvanica della pelle) per misurare la reazione emotiva, il rilevamento della frequenza cardiaca e il riconoscimento facciale, strumenti che permettono di ottenere dati oggettivi sul coinvolgimento emotivo e cognitivo dei partecipanti.

I risultati di questo studio sono stati chiari: il direct mail fisico, con la sua natura tangibile, stimola aree del cervello che sono maggiormente legate alla memoria sensoriale e emotiva.

Questo significa che un messaggio fisico, come ad esempio una lettera, tende a essere ricordato più a lungo e con maggiore chiarezza. Anche il coinvolgimento emotivo che deriva dall’esperienza fisica entra in gioco e lo studio ha dimostrato che questo può anche influenzare positivamente le decisioni e le preferenze del consumatore.

D’altro canto, il direct mail digitale si rivela più efficiente e rapido – ed è anche ottimo per poter targettizzare al meglio la propria audience e inviare il messaggio giusto al momento giusto – ma a livello cerebrale si è scoperto che non stimola le stesse aree emotive e di memoria a lungo termine nel cervello.

Il messaggio contenuto viene quindi processato spesso in modo più superficiale, il che può rendere più difficile creare un impatto duraturo memorabile nella mente e nel cuore dei nostri consumatori.

Abbiamo quindi punti a favore e a sfavore per entrambe queste forme di marketing. Quale tipologia di direct mail è quindi meglio utilizzare per ottenere i risultati più tangibili?

Vediamolo insieme.

Facciamo un recap: meglio il Direct Mail fisico o digitale?

Adesso che abbiamo compreso bene cosa è il direct mail fisico e il direct mail digitale e avere visto insieme che queste due tipologie di campagna hanno effetti diversi sul cervello del destinatario, arriviamo alla domanda delle domande: è meglio di Direct Mail fisico o quello digitale?

La risposta non è così scontata come sembra e – soprattutto – purtroppo non esiste una risposta universale che possa andare bene per qualsiasi situazione.

La scelta, infatti, dipende da tantissimi fattori diversi, come ad esempio dalla tipologia di business, dal tipo di pubblico al quale ci rivolgiamo e dagli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere.

Un esempio? Se offri prodotti o servizi digitali, probabilmente una comunicazione digitale risulta essere molto più efficace. Se invece il tuo pubblico sono anziani a cui vuoi proporre un nuovo apparecchio per l’udito, in questo caso va da sé che una comunicazione fisica risulta essere quella ottimale.

Lo studio che abbiamo visto in questo articolo evidenzia quindi i vantaggi emotivi e mnemonici del direct mail fisico che stimola maggiormente le emozioni positive e coinvolge le persone a un livello più profondo. Ma non bisogna nemmeno dimenticare che il direct mail digitale può essere più adatto in certe situazioni, specialmente per comunicazioni rapide e di ampia portata.

Esiste però anche una terza strada. Per alcuni business, infatti, una strategia di marketing efficace potrebbe essere proprio quella di integrare entrambe queste forme, sfruttando i punti di forza di ciascuna per massimizzare l’impatto complessivo.

Conclusioni

Abbiamo visto che la scelta tra direct mail fisico e digitale dipende dalle specificità del tuo business, dal tuo pubblico di riferimento e dai tuoi obiettivi di marketing.

Per capire quale possa essere la soluzione più adatta al tuo caso, è quindi necessario fare delle analisi approfondite e dettagliate di tutti questi aspetti. E se vuoi un aiuto per farlo, il nostro team di esperti di neuromarketing è sempre pronto per aiutarti.

Prenota subito una consulenza gratuita: ti aiuteremo a valutare le tue esigenze specifiche, a sviluppare una strategia di marketing su misura per il tuo business e a ottimizzare le tue campagne per massimizzarne l’impatto e rendere il tuo brand, i tuoi servizi e i tuoi prodotti davvero memorabili.

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Rocco Sparapano

Rocco Sparapano

Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

Rocco Sparapano

Rocco Sparapano

Nasce come Art Director e si evolve a Brand Strategist durante la direzione creativa dell’agenzia che ha fondato nel settembre del 2009. Da oltre dieci anni, pone particolare attenzione alla psicologia applicata alla comunicazione, aiuta le piccole aziende italiane a definire il posizionamento dei loro brand e prodotti sul mercato applicando alla loro comunicazione metodi scientifici miscelati a principi di neuromarketing.

È membro dell’Art Directors Club Europeo, socio dell’Art Directors Club Italiano e lo rappresenta in Puglia ricoprendo il ruolo di Local Ambassador, così come per AINEM, la prima Associazione Italiana di Neuromarketing. Oggi opera come Direttore Creativo nell’agenzia LaMoka® Communication curando principalmente progetti di neurobranding e neuropackaging design.

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